Pulire la casa con SCRUM

Un po’ di tempo fa, un sabato di maggio, ho fatto la cosa più interessante da molti mesi a questa parte.

Ho fatto le pulizie di casa.

E l’ho fatto con SCRUM.

Dovete sapere che in casa siamo una famiglia molto unita e felice. L’unico neo si ha quando arriviamo al sabato e facciamo le pulizie insieme. Di solito, bisticciamo dall’inizio alla fine.

Io e mia moglie Roberta, riordiniamo insieme la casa. i panni e facciamo i soliti lavoretti,  ma ci mettiamo molto tempo. Inoltre non siamo mai soddisfatti del risultato.

Questo da 21 anni.

Voi direte: “ma come, in 21 anni non avete trovato il modo di risolvere il problema?”. Eppure è così.

Mi sono accorto, studiando le metodologie agili, che utilizzavamo per le faccende un approccio waterfall: prima i bagni, poi spolverare tutti i mobili, poi aspirapolvere in tutta la casa, lavatrici, strofinaccio, eccetera.

Alla fine c’è sempre qualcosa che non va.

Ieri ho detto a Roberta: “Oggi facciamo le pulizie con SCRUM, e lo faremo usandolo alla lettera”.

Per fortuna mia moglie lavora in una grande azienda dove l’approccio lean è normale, e non ha reputato la mia direttiva strana o inopportuna.

Per prima cosa abbiamo definito i ruoli: lei sarebbe stata il product owner (PO) e io lo scrum master (SM). Insieme saremmo stati lo SCRUM team.

Durante la colazione abbiamo definito il product backlog (PB), sotto forma di epic story in post-it attaccati agli sportelli di cucina. Camera, Cucina, Mettere a posto i panni stirati, Mansarda, ecc…

Il team ha valutato le storie con le t-shirt size, XL, L, M e S.

Per esempio: la camera che era in disordine e aveva un sacco di vestiti e scatole da riordinare è stata valutata XL, le altre camere M, il cambio di stagione L, e i vestiti da riorganizzare L, e così via.

Abbiamo a questo punto prioritizzato le storie, tenendo conto del valore che esse portavano alla casa in termini di ordine e pulizia. Abbiamo messo in alto le storie a più alto valore e sotto quelle via via meno importanti.

Visto che c’erano delle scatole a terra e non sarebbe stato possibile pulire bene, il PO ha stabilito che in testa ci dovevano stare le due storie relative al cambio di stagione e riordino delle scatole di vestiti, entrambe valutate L.

In 10 minuti abbiamo creato il nostro PB, il che già ci aveva dato una visione completa e condivisa del lavoro. Uno dei problemi dei mariti che puliscono casa insieme alla moglie è che vanno un po’ “a rimorchio”. Intanto questo problema era superato.

Abbiamo deciso di lavorare con sprint di un’ora, e siamo passati a definire lo sprint backlog (SB).

La Kanban board del progetto.Il primo SB conteneva le due storie in testa al PB, quelle relative al riordino delle scatole a terra. Li abbiamo divisi in task più piccoli, tipo separare le scatole per tipologia, riordinare gli armadi, ecc…

Ci siamo tirati su le maniche e abbiamo cominciato il lavoro.

Dopo il primo sprint ci siamo fermati per un bicchier d’acqua e per la revisione, cioè abbiamo analizzato il prodotto. Non era andata molto bene, eravamo ben lontani da finire le due storie dello SB. La retrospettiva sul processo inoltre evidenziava che avevamo sottostimato le due storie di riordino scatole, che non erano L, ma XL.

Inoltre ci eravamo dovuti interrompere per stendere ad asciugare i panni dalle lavatrice, avremmo dovuto mettere anche questo compito nel PB.

Ok, lesson learned.

Abbiamo deciso di riprioritizzare il PB, mettendo in testa la camera grande che da XL era passata a L, perché avevamo messo in ordine molte cose,  e le camere più piccole (M), e di procedere col secondo sprint.

Stavolta è andata molto meglio. Per ogni stanza lo SB prevedeva riordino, spovero, aspirapolvere e strofinaccio. Ogni stanza finita veniva chiusa ed era perfetta.

Con grande soddisfazione del PO.

Siamo andati avanti con il terzo sprint, mansarda e bagni. Tutto liscio.

A fine mattinata eravamo stanchi ma deliziati del nostro lavoro.

Il metodo SCRUM ci ha permesso di superare le nostre solite difficoltà, per la prima volta non abbiamo litigato facendo le pulizie e, cosa più importante, la release, cioè la casa pulita e in ordine, era adeguata alle aspettative e il PO si sentiva soddisfatto, cosa che molti mariti pensano impossibile.

Anche il sabato dopo abbiamo usato SCRUM e abbiamo sistemato tra l’altro, mansarda e terrazza.

E’ vero che ci sono dei punti della casa che non abbiamo messo in ordine per mancanza di tempo, ma è anche vero che abbiamo massimizzato il valore del nostro lavoro, e abbiamo fatto delle cose che altrimenti non si fanno mai, e restano sempre come un problema irrisolto.

Inoltre ho capito molte cose su SCRUM, ho assimilato meglio gli aspetti del processo e toccato con mano i problemi che si possono incontrare.

Ora più che mai capisco che SCRUM non è un qualche tipo di teoria, è una pratica che va allenata, come le arti marziali  o gli scacchi. Se volete imparare SCRUM e siete agli inizi, va bene leggere un libro, ma vi dò un consiglio: usatelo per riordinare il garage.

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2 thoughts on “Pulire la casa con SCRUM

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